Bubble House

qeutso bolg, cmoe motli atlri, è un espreimetno. la csaa dlele blole: ninete foto, per ora. sloo paorle, e ftae uno sfozro di immgainaizone ogni tanto......

giovedì, settembre 21, 2006
TUFFI NELLA STORIA

Mi capita sempre più di rado di frequentare i luoghi dell'Italia "di una volta". Non parlo di chiese o munumenti, di ruderi romani o di centri medievali: l'Italia "di una volta" è quella della mia infanzia, della giovinezza dei genitori o dei nonni. La vecchia scuola, le poste, gli uffici comunali. I pavimenti di marmette e gli infissi di legno, i grandi atrii e le porte a vetri, il mobilio ministeriale e le tecnologie obsolete. Le occasioni, appunto, sono rare: la più frequente è la visita al seggio elettorale, nella mia scuola media. Gli uffici postali hanno ovunque subìto un "restyling" qualche anno fa, quindi non contano più. Idem la banca. La sala grande dell'anagrafe centrale è stata anch'essa, da poco, rimodernata. Proprio ieri, invece, ho attraversato i chilometri di corridoi dell'Ufficio Leva di via Larga per ritirare, così dice l'avviso, il mio "congedo illimitato". Il documento si presenta come un foglio di carta pesante, stampato su entrambe le facce, dalla grafica risalente almeno agli anni Quaranta. A chiare lettere è fatto il mio nome, e si dichiara la dispensa ai sensi dell'art. 4 D.L. 504 d da ogni obbligo nei confronti dell'Esercito. Sul retro però vi sono alcuni punti, anzi "doveri" che riguardano il mio futuro rapporto con le Forze Armate. Ve ne racconto alcuni.

Doveri del Militare in Congedo:

1. Il militare in congedo illimitato continua ad appartenere alle Forze Armate e deve obbedienza a qualunque ordine gli pervenga dalle Autorità Militari per ciò che riguarda i suoi doveri militari.

2. Il militare, una volta congedato, giunto a casa (!), deve presentarsi senza indugio al Comune, per far apporre il visto del Capo dell'Amministrazione comunale sul foglio di congedo. (Già fatto, ci hanno pensato loro)

La più interessante è la 6

6. Il militare in congedo può liberamente espatriare. Deve, prima della partenza, fare all'Autorità Militare competente, tramite il Comune di residenza, apposita dichiarazione (!!!), indicando lo Stato e la località in cui si reca e, possibilmente, anche il suo nuovo indirizzo. Inoltre, giunto all'estero, deve notificare al Consolato italiano il proprio recapito.

7. In caso di rimpatrio, e non più tardi di 15 giorni da esso, il militare in congedo deve notificarlo al Distretto, tramite il Comune di residenza.

e così via...

Ora, in seguito alla lettura dei 13 doveri, reggendo in mano questo foglio così importante (è l'unica copia che ho e devo conservarlo per SEMPRE) mi nascono dentro alcune riflessioni:

1.Che grande conquista l'abolizione della leva obbligatoria.

2. Anch'io ora posso vantare un documento "storico" che mi riguarda: i nostri fratelli minori, i nostri figli e nipoti non dovranno essere congedati da niente.

3. Come era scomodo viaggiare.

4. Non è che con questa storia del terrorismo ci ridurranno la libertà di oggi e ci toccherà notificare ai consolati i nostri spostamenti, signora mia.

5. Ringrazio l'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato per non avere - giustamente - aggiornato i fogli di congedo (non avrebbe senso ristamparne di nuovi, visto che tra poco non serviranno più). Un risparmio per la Nazione e un piccolo pezzo di Storia che posso conservare in cassaforte. Un po' come le teche con le care vecchie lire da collezione.



 
giovedì, settembre 14, 2006
3:02 PM me: non mi ricordo piu come si chiama la scrittrice afroamericana che si firma con le minuscole
 N.: ancora ma la smetti di fare la sanguisuga?
3:03 PM me: non puoi essere così complessato, nichi, curati... mica siamo concorrenti
 N.: si ma chiamami google
  non è una questione di complesso
3:04 PM comunque si chiama bell hooks
 me: ooh. e poi mica è per lavoro che mi serve... ho letto On Beauty di Zadie Smith quest'estate, romanzo che parla di tematiche affini
3:05 PM mi è venuta in mente bell hooks ma non mi ricordavo il nome, volevo comprare qualche suo libro in america
  N.: ok ok ma stavo scherzando
3:06 PM io ho un suo libro ma credo che si debba leggere a 50 anni adesso mi pare un po melenso
 me: di chi di bell o di Zadie?
 N.: bell è feltrinelli "tutto sull'amore"
3:07 PM me: vieni con me a vedere la mostra fotografica di martin parr? ieri mi son perso l'inaugurazione perchè ero a venezia
3:08 PM N.: ti è piaciuta la biennale?
 me: purtroppo non l'ho vista tutta: solo giardini. + palazzo grassi. ma tornerò per arsenale
3:09 PM cmq
  nella misura in cui mi piacciono le foto da satellite e le foto belle di città, sì, mi è piaciuta
   brodsky carino, soprattutto la casa nello specchio
3:10 PM N.: molto bello brodsky il resto inutile, meglio google hearth
  senza h
3:11 PM me: si ma anche brodsky ha un che di già visto, non so se mi spiego... e le sue architetture sembrano un po' le scenografie della Palli per ronconi
 N.: si non sono architetture vere e proprie ma forse oggi è la poesia che riesce a dire qualcosa in più della tecnica
3:12 PM me: allora bisognerebbe fondere biennale d'arte e biennale di architettura e biennale teatro
3:13 PM mi commenti il padiglione francese?
 N.: forse, comunque sicuramente farla ogni 4 anni, dobbiamo riflettere e riposarci come gli atleti delle olimpiadi
   un bellissimo bar
 me: :-)
3:14 PM una bellissima scenografia per un grande fratello
  hai ragione non ha senso bi-ennale
  troppo vicine, sembrano le collezioni della moda
  dopo un po' diventa tutto manierismo
3:15 PM N.: si una rincorsa a una realtà più veloce e "fantasiosa" di noi!
3:16 PM me: cmq troppa roba e ripetitiva, per quel che ho visto. soldi buttati. carino il padiglione giapponese, più "poetico" come dici tu
 N.: un bellissimo ristorante giapponese ;-)
3:17 PM me: cmq se ti interessa martin parr, fammi sapere. è
  allo spazio forma
 N.: ok ora vado che sono nei casini, baci
3:18 PM me: baci


 
giovedì, settembre 07, 2006
CELEBRITA' Quando guardo i volti della gente mi diverto a pensare alle somiglianze. L'ex fidanzato di un mio fidanzato somiglia a Casini, il mio gatto sembra un husky e così via. Di solito nessuno è d'accordo e mi sembra di essere il solo a notare certe cose. Forse perchè da piccolo disegnavo bene? Oppure anche chi disegnava bene da piccolo non nota le somiglianze e sono io che ho un problema? Forse è solo istinto. Per esempio ho sempre pensato che Meryl Streep somigliasse vagamente a mia madre, o viceversa. Ovviamente le due donne sono molto diverse: Meryl è molto più alta e magra, ha meno rughe e gli zigomi alti, mia madre in compenso ha gli occhi azzurri. Naso, capelli e mento sono invece molto simili. Una prima conferma di questa intuizione mi è giunta un mese fa, durante una cena al mare, quando un'amica francese (che guarda caso aveva perso la mamma qualche mese prima, e forse per questa ragione era incuriosita dalla mia) ha affermato: "tua madre assomiglia a Meryl Streep". Ne sono stato onorato. Ora, mia madre non è mai stata un figone, neanche da giovane (neanche Meryl Streep lo è, tecnicamente) e a nessuno dei miei amici o conoscenti che l'hanno vista almeno una volta è mai passato per la testa di associare i suoi lineamenti a una qualsiasi celebrità femminile, a parte Margherita Hack, ma questo perché sono entrambe laureate in fisica e entrambe non si tingono i capelli. Fatto sta che il complimento dell'amica francese ha risvegliato in me questa sensazione fino a renderla una certezza. Al punto da chiedere consiglio a un esperto di facce. Due settimane fa ero a New York e il caso ha voluto che proiettassero l'ultimo film in cui la Streep è protagonista, "Il Diavolo veste Prada", commedia divertente su tic e piccoli sadismi del potente direttore di una rivista di moda - tutti sanno che si tratta di Anna Wintour, e che la rivista in questione è Vogue America. In questo film la somiglianza è ancora più forte: identica pettinatura, zero make up (a parte alcune scene), faccia stanca. Sempre a new York ho incontrato per ragioni di lavoro un conoscente che considero grande esperto di fisionomia e somiglianze: è infatti uno dei più bravi illustratori e caricaturisti viventi. Qualche mese prima, mi racconta, ha illustrato una recensione del "Diavolo", studiandosi bene il viso di Meryl Streep e il suo nuovo look nel film. Gli ho subito parlato di mia madre e mi ha chiesto di inviargli dei suoi primi piani. Così, tornato in Italia, ho fatto. Testuali parole nella sua mail di risposta: "HOLY SHIT!!!! SHE LOOKS EXACTLY LIKE MERYL IN THAT CHARACTER!!!! THAT IS SCARY! I AM ASTOUNDED!!!!" Cosa vi avevo detto?

 
mercoledì, agosto 30, 2006
in breve, dall'america: incappato in Jake Gyllenhall (attore in Brokeback Mountain) in coda da Paragon, negozio di abbigliamento sportivo in Union Square. Con amico e "s" da finocchio (!) ero li' per comprare gli occhialini da nuoto - Due giorni dopo sulla spiaggia deserta a nord di Anegada (nomen omen), British Virgin islands, raccogliamo due "naufraghi" di kite surfing, a due ore a piedi dal primo centro abitato (noi in jeep). uno dei due e' il figlio di sir Richard Branson, proprietario della Virgin (e di un paio di isole dell'arcipelago). il padre ci ha offerto una coca-cola La nuova moda a manhattan e' prendere lezioni di shao-lin kung-fu, per diventare agili come le eroine dei film cinesi, e volare tra le punte dei grattacieli invece che tra i tronchi di bambu' qQuesto e' il nostro maestro: http://www.newyorkshaolin.com/testimonials.html

 
venerdì, luglio 14, 2006
LETTERATURA IN PILLOLE

me
: hai visto su Domus il progetto dell'artista sulle grotte?
Nicola: non no l'ho visto, a quale ti riferisci?
me: c'è un tizio che ha ricostruito delle grotte, con stalattiti etc ciascuna fatta con dei layer di cartoncino, come delle curve di livello, disegnate al computer
  ora non ricordo il nome
 dell'artista
 Nicola: non l'ho visto, provo a vederlo su internet, sono iscritto al sito.
 me: prova. cmq se compri domus tieni da parte il numero
 Nicola: ok
 io ho un numero speciale di Oma, ma questo non l'ho visto.
 me: non so, era il numero credo di ora, con l'allegato sulla mostra curata da domus a pechino
Nicola: oggi ho avuto notizie orrende.... che fatica la vita
 me: ti hanno rovinato il primo giorno da campioni del mondo?
 Nicola: si definitivamente
  speriamo nel boom economico sennò me ne vado da questo posto di merda
 me: a quale boom ti riferisci? :-)
 Nicola: boh non so neanche io
 me: ho scoperto un romanzo dark
  Nicola: cioè, da leggere al buio? ;-)
 me: la roba dei ciechi c'è ancora, a proposito?
 Nicola: si c'è c'è adesso mi informo io che se sto ad aspettare la tipa .... non riusciamo più a coordinarci
 me: Ok
 Nicola: qual'è il romanzo?
 me: cmq era una battuta. ho capito che l'aggettivo dark è fuorviante.
 il romanzo è Gomorra di Roberto Saviano
 Nicola: sarebbe stato meglio sodoma
 me: si peccato che parla di camorra
  Nicola: beh pensa ai camorristi che si inchiappettano..... sarebbe un porno geniale
 me: si con addosso il giubbotto antiproiettile...
  cmq pensavo allo stile del libro piu che al contenuto
  è un ibrido letterario
 Nicola: stupendo, nudi con il giubbotto
 me: e si sparano davvero addosso, sul giubbotto, mentre chiavano
 Nicola: ah ah
 me: altro che snuff movie
 Nicola: forse abbiamo sbagliato mestiere
 e soprattutto altro che biondini a bordo piscina
  e il libro che stile ha?
 me: dicevo è uno strano ibrido
 non ho mai letto niente di simile
  come una divina commedia (discesa agli inferi)
 Nicola: del tipo?
 me: ma nella cronaca e nella politica piu attuale
  c'è questa cosa della discesa agli inferi che mi piglia abbastanza
 Nicola: lo voglio leggere, lo porterò in vacanza
 me: n.b.
  l'autore ha 28 anni
  Nicola: meglio
me: infatti
  uno stile molto inedito
  non so se possa avere punti di contatto con "d."
 Nicola: beh ora vado a risolvere i miei problemi
 me: ok
 Nicola: ciao ti bacio
 me: ciao


 
lunedì, luglio 10, 2006
PRESAGIO
Domenica sera, autostrada del sole, tornando a Milano, altezza Piacenza, ore 20:15. Ascoltiamo la finale in radiocronaca, la Francia ha già segnato il primo gol. Il mio compagno di viaggio alza gli occhi verso il tramonto pieno di nuvole e nota una macchia colorata, come un pezzettone di arcobaleno, fissa, a destra del sole. Su una nuvola bianca, i tre colori: verde, bianco e rosso, in ordine bandiera, precisi precisi. Lo strano fenomeno naturale, che ha affascinato tutti gli automobilisti che correvano a casa, è durato almeno dieci minuti. Durante i quali l'Italia ha fatto il suo gol. E poi ha vinto. E' tutto vero.

P.S.
...e subito dopo ho pensato: "questa scena è così pop che domani la mando al forum della Rodotà"


 
mercoledì, giugno 28, 2006
PALCOSCENICO
Quando ero piccolo e si andava in montagna a fare la "settimana bianca" (anche se nessuno, in famiglia, la chiamava così) eravamo sempre in metà di mille. La mamma, le zie e le amiche prenotavano un albergo intero, ogni volta in una località diversa, dal Monte Rosa alle Dolomiti, per ospitare bambini, adolescenti, genitori, amici dei genitori, ogni tanto qualche nonna sportiva.
Pensione completa: tutte le sere, per comodità e anche per piacere (una volta i ristoranti degli alberghi a conduzione familiare erano di ottima qualità) si pranzava in loco e si restava alzati fino a tardi, anche i più piccoli, per assistere alle "scenette".
Le "scenette" erano delle gag improvvisate, interpretate - sempre - da mio padre e da suo fratello, per distrarre i bambini dalla televisione . L'unica scenetta che riesca a ricordarmi è quella da noi intitolata "io ho andato dal dottore", da recitarsi - sempre - in napoletano.
Si noti che mio padre ha madre di origine svizzera e padre ebreo. Napoletanità zero.
Il canovaccio era sempre quello: due amici si incontrano e uno dice all'altro: "oggi, io ho andato dal dottore" e l'altro lo corregge: "No! Io sono andato dal dottore!".  Il primo non capisce e insiste: "Ma no! Io! Io ho andato dal dottore" e così via. Con mille varianti sui personaggi, sul luogo, sulle premesse.
Noi bambini ridevamo sempre fino alle lacrime e gli attori pure. Credo che si divertissero più loro di noi.
Con gli anni le "scenette" le iniziammo a fare pure noi innocenti, di solito a casa dei nonni, dove lo studio era separato dal salotto da una doppia porta scorrevole molto grande, perfetta per aprirsi e chiudersi come le tende di un palcoscenico. Le creazioni drammaturgiche erano di solito ingenue imitazioni delle pubblicità (più vicine a Carosello di quanto possiate pensare, anche se erano già gli anni Ottanta).
A scuola ovviamente, per Natale, si faceva la recita. Io ero il "presentatore": la voce fuori campo che citava a memoria passi della Genesi...
E alle medie, in terza, preparai, con alcuni compagni e con l'aiuto della supplente di "musica", uno spettacolo molto raffinato, ispirato agli Esercizi di Stile di Raymond Queneau, improvvisazioni musicali (al flauto) e coreografiche; grafica liberty per i cartelloni che scandivano le variazioni sul tema.
Al liceo smisi di stare in scena e iniziai ad assistere a veri spettacoli di professionisti. Costretti dagli insegnanti, ci recavamo al pomeriggio a vedere classici pallosissimi al Teatro Carcano (le scolaresche hanno rovinato il teatro italiano).
Maggiorenne, dopo qualche tentativo fallito di apprezzare il genere musicale (vedi Teatro Smeraldo), mi dedicai con passione al teatro "off" e ad alcune perle del Piccolo Teatro. Poi varie e belle esperienze, sempre da spettatore, all'estero e in altre città d'Italia. Come tutti, insomma.
Tralascio le frequentazioni della lirica e anche una parentesi lavorativa durata un annetto che mi ha visto a stretto contatto con lo spettacolo dal vivo (prosa e teatro-danza).

Negli ultimi diciott'anni, rimosse le "scenette" e le piccole recite dell'infanzia e della preadolescenza, non mi è mai passato per la mente che il recitare (da non professionisti) fosse un'attività contemplabile tra le varie opzioni di divertimento.

Di questo ho avuto rivelazione oggi, assistendo - in uno sperduto teatrino di periferia - a un esilarante e coinvolgente "Match d'Improvvisazione Teatrale", invitato da un amico. Ragazzi, è il futuro.



 
domenica, giugno 25, 2006
RIMOZIONE FORZATA

E' il 1995. Mio padre mi regala una macchina. Una piccola utilitaria, azzurra, nuova. L'ho guidata per quattro o cinque anni, ora è parcheggiata al mare e viene usata da mia madre per fare la spesa in paese.
Era una macchina troppo piccola per farci un vero viaggio, troppo grande per scivolare nel traffico di Milano. Nel '97 mi son fatto lo scooter, che ancora oggi uso.

Dal '95 al '96 avrò preso una quindicina di multe per divieto di sosta che non ho mai pagato. Sono rimaste in un faldone della libreria per quattro anni. Era il mio inconfessabile segreto. Nel 2000 il Comune di Milano inviò lettere minatorie e ingiunzioni di pagamento a tutti gli automobilisti nella mia situazione, tranne che a me. Pare che le mie siano cadute in prescrizione.

Non che questo sia stato utile alla mia condotta verso la pubblica amministrazione. Se la macchina non la uso più, il motorino è la nuova fonte di ansie notturne: da due anni ho perso i documenti, da otto non pago il bollo di circolazione e da cinque non faccio la revisione obbligatoria. Solo l'assicurazione è in regola. Io la situazione la risolverei anche, ma: se andassi in motorizzazione a rifare i documenti, prenderei una multa per non essere in regola con la revisione. Se anche facessi ora una revisione, non ci sarebbero i documenti per mettere il timbro.

Per queste ragioni sono diventato un attento osservatore di quantità e distribuzione delle forze dell'ordine (vigili, polizia, polizia di quartiere) in città. Saranno state le elezioni, sarà che non ci sono più soldi, ma di vigili, rispetto a un paio di anni fa, ce ne sono in giro molti meno.

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Altre multe mai pagate: alle Ferrovie dello Stato, perchè sprovvisto di biglietto, nel 2001.



 
mercoledì, giugno 07, 2006
5:11 PM me: ciao nicolino come stai?
 Nicola: ciao bene tu?
 me: abb bene. stasera compleanno mio papà 60 anni
5:12 PM Nicola: cosa gli regali?
 me: la red & blue, con mia mamma e mio fratello
 Nicola: cos'è?
 me: mia mamma che si è rincoglionita gli regala anche un nanetto da giardino comprato su internet, giuro...
  la red & blue è la sedia tipo mondrian, quella di rietveld
5:13 PM Nicola: ah si...un po tanto disegnata...noo?
  ha un posto dove metterla?
 me: si lo so anche un filino già vista... ma a lui piace tanto... fin da bambino la voleva... la metterà al mare, lì c'è spazio
5:14 PM Nicola: ah beh se così sarà felicissimo... un po come se mi regallassero la poltrona di eams
 me: esatto. tipo che l'ha scoperta a 15 anni non so come e l'ha sempre voluta, solo che da cassina è sempre costata uno sproposito. ora invece sono scaduti i diritti
5:15 PM Nicola: e el custa?
 me: 500
 Nicola: beh poco
 me: con sconto architetti del 40%
   se no 760
5:16 PM Nicola: uno sconto architetti super
 me: si infatti anche a me sembra tanto
5:17 PM ma l'azienda si vuole lanciare... è un toscano che fa tutte ste robe classiche del design
 Nicola: come si chiama?
 me: tekno con la "k"
 Nicola: furbo
5:18 PM me: fa tutto quello che non ha piu royalties
 Nicola: geniale
 me: se ti serve per qualche casa che devi fare, conviene... è che, come i divani di le corbu, è tutta roba stravista
5:19 PM Nicola: si lo userò senzaltro grazie
 me: quindi va bene per gente tipo mio papa' che non è modaiolo...
 Nicola: fa anche la poltrona di eams!
5:20 PM me: vedi?! perfetto!
 Nicola: bene bene
 me: quella costerà un bel po' di piu della red and blue, mi sa...
5:21 PM Nicola: si sicuramente ma comunque meno di vitra!
  me: si beh meno della metà di sicuro
  mi ha chiamato il tuo amico giovanni
 Nicola: si mi ha chiesto il tuo numero che ti ha detto?
5:22 PM me: che ti darà un cd per me da darmi domani.
  spero di poterlo aiutare
 Nicola: sono sicuro che le sue robe ti piaceranno
5:23 PM e poi è un illustratore che nn nasce ne dalla grafica ne dal fumetto trash, ma dall'arte
5:24 PM me: infatti questo è molto apprezzabile
  pero' non deve "abbandonare" l'arte
 Nicola: non credo lo farà, è un'urgenza per lui
 me: è un "urgenza" ma come parli?!?! :-)
5:25 PM Nicola: lo sapevo;-)!!!!!
  rompi balle
  l'ho sentito dire ieri da carmen consoli....e ti dico tutto
5:26 PM me: a proposito di paroloni al vento, sull'ultimo Abitare, dove tra l'altro hanno pubblicato una casa fatta dal mio consorte, impaginata di schifo, hai visto la noia del lungo servizio sull'incontro amichevole tra le redazioni di Abitare e Domus per parlare dell'ultimo salone?
5:27 PM Nicola: no ho visto la ocopertina e siccome trattava del salone nn mi interessava... che diceva?
 me: in copertina c'è una sedia
  diceva cose tipo "urgenza"
5:28 PM  Nicola: ormai tutto è urgenza
 me: con anche reportage fotografico in bianco e nero sulla tavola rotonda... ma credono che alla gente interessi?
 Nicola: le loro facce di cazzo?
  no credo proprio di no.
 me: e le loro opinioni in amichevole confronto
5:29 PM poi abitare per me ormai fa schifo, anche come grafica, il che è tutto dire visto che in teoria lupi dovrebbe essere anche un bravo grafico
 Nicola: il modo alla b. per rendere la ricerca un argomento da salotto... mi fa vomitare è il prototipo della milano che nn va
 me: esatto
  e che non dà spazio ai ggiovani, per usare un luogo comune...
  Nicola: su divani si parla di cazzo e coca....
5:30 PM psicuramente più divertente
 me: " di cazzo e coca", ma come ti vengono????
 Nicola: mah nn so di qualcosa di scabroso
5:31 PM me: ma certo, bando ai perbenismi piccoloborghesi. i salotti milanesi ne sono infestati, da uuna certa età in su e da un certo reddito in su. l'aggettivo più diffuso è "carino" vedi un po' te
 Nicola: invece il laido tira di coca nel bagno dello studio, si fa tirare i pompini dallle stagiste e poi in salotto si fa riprendere a parlare d'arte, arch e design in modo pseudo intellettuale... forse è un vergognoso genio
5:32 PM della comunicazione. dell'arch .NO
 me: il punto è che tanto la gente nei salotti non ascolta
   quindi si è organizzato per mettere nero su bianco
5:33 PM sul giornale del suo concorrente. non so se anche sul suo...
  è come se io e te pubblicassimo queste conversazioni
 Nicola: sicuramente più divertenti, salvale
 me: certo che le salvo
5:34 PM Nicola: sennò come faranno a pubblicare i libri sulla nostra corrispondenza
 me: se mi dai il permesso le metto sul blog
 Nicola: mah si
5:35 PM me: devo levare i passaggi in cui parliamo male della gente che conosciamo pero'
  Nicola: vediamo se la sorella mi riconosce
 me: e mi ruga un po' di fare autocensura
 Nicola: beh se levi quelli levi tutto!!!
  fai una selezione
 me: è che ormai il mio blog è open, cioè la gente che ci capita puo' risalire a me
5:36 PM Nicola: si infatti togli ciò che nn ti fa onore
 me: tutte le nostre chattata hanno dentro almeno un riferimento a gente che frequentiamo. dovremmo stare piu sul generico nelle prossime, tipo questa di oggi (di giovanni in fondo si è parlato bene)
 Nicola: esatto
 me: Barbara Troia! :-)
5:37 PM Nicola: ma che dici!!!?;-)
 me: così, se legge...
 Nicola: ah ah
5:38 PM senti magari se la gente si intrippa poi ci chiede di parlar bene di lei!
  una specie di pubblicità occulta
5:39 PM me: uhm sì, un euro a citazione.
 Nicola: si tipo.... come quello che vende i pixel
 me: ma tanto il mio blog non lo legge un cane, lo uso come memoria di backup per le cose che scrivo
5:40 PM Nicola: qualcosa del tipo sai ieri sera siamo andati a cena da un forografo di boston e una ballerina di hong kong e ci hanno servito il nuovo yogurt yomo alle verdure, buonissimo
5:41 PM me: ah ah ah ah
  a proposito di boston, mi è arrivato il vostro invito. ma sai che siete veramente chic?
5:42 PM Nicola: ma smettila dai!
 me: io manderei un comunicato + invito alla lina sotis
 Nicola: l'ha organizzato gianni amico del fede
 me: anzi, alla rodotà
  il suo personale non lo so, ma la puoi trovare sul suo forum su corriere.it
5:43 PM anche se come notizia è più milanese alla sotis
5:46 PM Nicola: ok adesso mando ma cosa scrivo come comunicato?
e della sotis hai mail personale?
 me: della sotis credo di si aspetta che "ci" guardo :-)
  non so perchè ce l'ho
5:48 PM forse le ho mandato qualche comunicato stampa in passato
 Nicola: mah mi sembra quello istituzionale
5:49 PM me: devi scrivere che aprite la casa per il teatro, in una città che non dà spazio. che selezionate gli invitati, che raccogliete fondi, che il teatro si trasforma, etc
  (si certo, ma lo guarda, mi sa che è l'unico che ha. a me aveva risposto)
 Nicola: ah ok lo farò così mette il mio nome sul corriere!
  e alè
5:51 PM ok bene, adesso vado a lavurà ci vediamo domani
5:54 PM me: ciao scemao


 
CONSIGLI A UNA GIOVANE MILLY CARLUCCI

Se vai a scuola in centro e sei una giovane Milly Carlucci avrai anni difficili. Purtroppo la televisione nazional-popolare non è benvista dagli studenti delle scuole del centro. Anche se tu frequentassi una scuola di periferia non avresti vita facile: fossi una giovane Paola Barale, ancora ancora, ma le giovani Milly Carlucci sopravvivono a malapena alle medie dalle suore...
Innanzitutto vorrei descriverti, se non ti dispiace, perchè le giovani come te sono molto rare. Sei belloccia ma non figa, ti vesti "per bene" ma non bene, ti tingi i capelli di biondo da quando hai tredici anni, la tua famiglia non è ricca ma neanche povera, vai in chiesa, mamma e papà votavano DC ora indifferentemente Udeur o Udc, hai una sorella minore un po' zoccola, hai un fidanzato molto più grande di te a cui non la dai.
Dicevamo, se vai a scuola in centro e sei una giovane Milly Carlucci devi per forza prendere bei voti, altrimenti tutti penseranno che sei belloccia ma scema, anche se tutti lo sanno che andare bene a scuola non significa essere intelligenti, soprattutto nelle scuole del centro. In ogni caso, non farai mai copiare durante un compito in classe. Ti riuscirà molto difficile fare amicizia con i ragazzi della tua classe perchè non sapranno come catalogarti: ricca o povera? Suora o zoccola? Ti riuscirà molto difficile fare amicizia con le ragazze della tua classe perchè hai un fidanzato molto più grande di te a cui non la dai e perchè pur andando bene a scuola non fai copiare durante i compiti in classe. Sei timida con i tuoi coetanei ma spigliata con gli adulti. Questo, i compagni, non te lo perdoneranno mai.
Potrai eventualmente stringere alleanze con altri emarginati: il gay, il grasso. Ma non appena il gay comincerà a parlarti di uomini e di sesso ti chiuderai in te stessa. Non appena il grasso farà nuovi amici più cool ti abbandonerà.
Quando lentamente ti sarai costruita un giro di blande amicizie, magari concedendo qualche apertura (come un invito a casa il sabato per il tuo compleanno - la mamma cucina abbastanza bene), ti capiterà fra capo e collo una bella manifestazione: ovviamente non ti è permesso di girovagare per le strade della città, nè di ficcarti in un bar con i compagni per tutta la mattina, quindi entrerai in classe. Quando il tuo crumirismo sarà stato quasi dimenticato, ti capiterà fra capo e collo una bella autogestione: a questo punto la mamma ti terrà a casa e ti perderai ottime occasioni di socializzazione.
Capitolo fidanzato. Nessuno è davvero certo della sua esistenza. Potrebbe esistere o essere puramente immaginario. Magari è solo un amico di tuo cugino, di un sei o sette anni più di te, che ti porta fuori il sabato sera e di cui tua madre si fida. Lui lavora in Rai (o a Mediaset, se sei di Milano). Ti deve presentare da almeno tre anni a un agente. Ti ha iscritta da due mesi a una scuola di dizione. Forse quest'estate andrete per una settimana a fare volontariato in una comunità di ex tossici molto vicina al neoeletto presidente Rai. Vedi mai che passi di lì per una visita...


 
martedì, giugno 06, 2006
CONSIGLI A UN GIOVANE GRASSO

Se vai a scuola in centro e sei grasso, puoi ritenerti abbastanza fortunato. Nelle scuole di periferia, infatti, i ciccioni vengono umiliati e presi in giro. Inoltre la sensibilità ai canoni estetici imposti dalla pubblicità e dalla televisione è maggiore, per esempio i ragazzi già a sedici anni s'iscrivono in palestra e si depilano. Nelle scuole del centro, invece, è molto peggio esser poveri che grassi. Per questo, se sei grasso e vai a scuola in centro, le opzioni sono due: soldi o dieta. Se sei grasso e hai anche occhi azzurri e capelli rossicci, esercitati nell'eloquenza e sarai una giovane star. Alle assemblee e durante le occupazioni farai il bastian contrario e gli inviati del TG regionale ti intervisteranno nel cortile della scuola. Se nella tua classe c'è almeno un altro grasso, non frequentarlo e vestiti meglio di lui. Fatti amiche le più carine della scuola: tutti penseranno alle tue doti nascoste. Non fumare sigarette, fa male. Solo sigari, con eleganza e moderazione.
Se sei grasso, ricco e simpatico sarai subito pieno di amici: i ragazzi non sentiranno la competizione e le ragazze ti tratteranno come un cucciolone da proteggere.
Se sei grasso, ricco, simpatico e in più cucini bene, sarai una giovane star.
Se sei grasso, ricco, simpatico, cucini bene e sei disinibito, ti fidanzerai con la più bella della scuola.
Capitolo dieta. Se sei già una star, occhio alle diete: la tua popolarità potrebbe crollare in pochi mesi, come la Callas. Se non sei nessuno, ben venga la dieta, ma attenzione alle smagliature.


 
lunedì, giugno 05, 2006
CONSIGLI A UN GIOVANE GAY

Se vai a scuola in centro e sei gay, puoi ritenerti fortunato. Hai qualche probabilità di incontrare ragazzi come te e di essere te stesso. Infatti nelle scuole di periferia i ragazzi gay o sono molto effemminati (e quindi non possono nascondersi e vengono emarginati) oppure fingono di essere etero e quindi non li puoi riconoscere. In centro invece è diverso. In centro non c'è bisogno di nascondersi. E' molto peggio essere poveri. Se sei gay e pure povero non ti resta che fingerti ricco. Ti verrà facile: i ricchi delle scuole del centro sono abbastanza superficiali e puoi farli fessi.
Se sei gay e si vede, non sei tenuto a fare coming out. Se sei gay e non si vede, forse è meglio dirlo a un paio di amiche prima che si innamorino di te. Ci penseranno loro a farlo sapere a tutta la scuola. Ovviamente, se tutti lo sanno, la tua gaytudine non sarà mai argomento di conversazione. Parlerai del più e del meno come fanno tutti. Gli etero non parlano della loro eteritudine. Se mai parlano di donne.
Se sei gay e vuoi parlare di donne, fallo senza offenderle: una ragazza di passaggio potrebbe sentire, arrabbiarsi e insultarti. Un conto è se un etero parla di donne in maniera volgare, un altro è se lo fa un gay.
Se sei gay e vuoi parlare di uomini, non farlo coi ragazzi etero. Se con le amiche ti lasci andare, ricordati che possono sempre tirar fuori l'argomento davanti ai loro uomini e metterti in imbarazzo.
Se pensi che un ragazzo della tua scuola sia gay, non fargli un outing non richiesto. Se lo fosse davvero, le sue amiche l'avrebbero già detto a tutti. Se non lo fosse, potrebbe offendersi e insultarti.
Se sei gay, povero e ti innamori del compagno di banco etero e ricco, fatti spostare di banco.
Se sei gay, povero e ti innamori del compagno di banco etero e povero, cambia scuola (e guardati alle spalle).
Se sei gay, ricco e ti innamori del compagno di banco etero e ricco, restate amici.
Se sei gay, ricco e ti innamori del compagno di banco etero e povero, attento a non farti sfruttare.
Se sei gay e finto-ricco, è meglio se risparmi le energie e non ti innamori del compagno di banco, chiunque esso sia.
Feste. Alla tua età non esistono feste gay, quindi andrai solo a feste etero. Se capiti a una festa gay e non ci sono ragazzi della tua età, chiama la mamma.


 
CONSIGLI A UN GIOVANE RICCO

Se vai a scuola in centro e sei ricco (diciamo Medio-Ricco) ti può capitare di incontrare dei ragazzi poveri. Se il tuo liceo è pubblico, almeno la metà dei tuoi compagni di classe provengono da famiglie più povere della tua. Se il tuo liceo è privato, allora solo il trenta per cento dei tuoi compagni sono poveri; probabilmente le loro famiglie ricevono del denaro pubblico per sostenere la retta. Sarai sorpreso di fare amicizia con dei ragazzi poveri, infatti alcuni di loro sono molto simpatici. I ragazzi poveri sono di due tipi: quelli che se ne stanno tra di loro e quelli che vogliono fare amicizia con te. Chiediti sempre se questi ultimi ti frequentano perchè vogliono farsi tua sorella e metterla incinta o perchè gli stai davvero simpatico.
Quelli più cool, detti anche Poveri Illuminati, ti inviteranno il sabato sera ai concerti nei centri sociali e i tuoi genitori, se sono Medio-Ricchi Illuminati, non avranno niente da ridire. Il passatempo preferito dei Poveri Illuminati è parlare male dei Poveri di Destra (o presunti tali). Anche tu potrai partecipare a queste discussioni, con la differenza che loro citeranno le frasacce politicamente scorrette dei loro padri a tavola, mentre tu, se ti va bene, il voto dato a Bossi dalla colf peruviana di tua mamma. Se ti va male, le sevizie del fattore (iscritto ad A.N.) della tenuta di famiglia a Bolgheri, inflitte ai braccianti rumeni senza permesso di soggiorno.
Al centro sociale incontrerai altri ragazzi ricchi che si vestono come i poveri e che non stonano con l'ambiente. Li chiameremo Finti Poveri: non lo fanno apposta, ma sono identici. Se un Finto si accorge subito che sei ricco, non ti rivolgerà più la parola, anche se sei bello come Brad Pitt o sexy come Angelina Jolie (ma in questo caso si ricorderà di te una decina d'anni dopo). Se non se ne accorge, sei finto anche tu. Oppure è talmente ricco che gli sembri comunque povero. Se nessuno dei due se ne accorge e la cosa funziona, vi fidanzate, uno dei due rimane incinta e poi vi sposate, i rispettivi padri vi adoreranno per il forte risparmio su cerimonia, macchina e casa.
Dopo il concerto al centro sociale, con questi nuovi amici potrai partire per St. Moritz, sciare il giorno successivo e tornare a scuola il lunedì mattina con un'invidiabile abbronzatura. 
Diverso è il caso di una festa di Poveri di Destra (o presunti tali). Se sei finto povero, ci vorrà un attimo per smascherarti. Se si vede che sei ricco, ti chiederanno l'autografo. E non dovrai vergognarti delle assunzioni in nero e dello sfruttamento perpetrato dalla tua stirpe a immigrati irregolari.





 
I
Ogni tanto penso che se al posto di un computer avessi davanti un foglio e delle matite colorate produrrei infiniti disegni. E come me i milioni di persone che aprono blog, siti personali, che scrivono email o chattano o partecipano a forum di discussione. La scrittura come passatempo affidata alla Rete corrisponde agli schizzi che si fanno sul libro di scuola, ai disegnini sui fogli sparsi durante una telefonata. Dovrei dotarmi di una lavagnetta collegata al computer e postare visioni. I commenti potrebbero essere altrettanti ghirigori.
C'è stato il "ritorno" alla scrittura: email, telefonino, blog. E alla lettura. Con la fotografia digitale e i video on line siamo tutti diventati fotografi, modelli, attori e registi. A quando il disegno di massa?

II
Oggi ho accompagnato un'amica extracomunitaria a rinnovare il permesso di soggiorno. Non parla bene italiano e mi ha chiesto di accompagnarla. Ci siamo messi d'accordo perchè mi telefonasse poco prima che arrivasse il suo turno per evitarmi l'ora di coda in mezzo a via Montebello. Così è stato. Dentro, la grande sala d'aspetto è luminosa e c'è posto a sedere per tutti, al contrario dei commissariati di zona dove, mi racconta, si attende in piedi. Ci sono africani, maghrebini, slavi, rumeni, un cinese, qualche cingalese. Anche alcuni italiani al seguito, come me. Uno sportello è specializzato in "rifugiati". Per la mia amica, che è cinese, ha fatto un master a Milano e deve firmare un contratto di stage presso una nota azienda di moda, la situazione non è molto chiara. L'ultima volta che ha rinnovato il permesso, sembrava che fosse necessaria una lettera di autorizzazione dall'Ambasciata italiana in Cina, lei ha provato mille volte a contattare gli uffici di Pechino ma sostiene che sia impossibile ottenere un colloquio. Questa volta invece la lettera non serve più. O meglio, gliela chiedono, lei dice che non ce l'ha, e loro il permesso glielo rinnovano comunque. L'importante, dicono, è che paghi l'assicurazione sanitaria in anticipo per i prossimi sei mesi, prima di firmare il contratto di stage. Ok è semplice, l'importo non è eccessivo. Usciamo e festeggiamo con un caffè. Siamo ai tavolini di un bar davanti al palazzo della Montecatini di Giò Ponti e le faccio notare alcuni particolari architettonici. Non sembra cogliere.  Mi chiede se ai tempi Giò Ponti era all'avanguardia e le rispondo di sì. E' abituata ai grattacieli di Shanghai, mi spiega.


 
domenica, giugno 04, 2006
DIZIONARIO DEI LUOGHI COMUNI - LETTERA "B"
Per una pulizia di tarda primavera

Più di 150 anni fa Gustave Flaubert annotava una serie di luoghi comuni e di concetti chic-non-chic che ammorbavano le conversazioni nei salotti parigini. Bubblehouse presenterà una rubrica delle parole ed espressioni "bandite". Lettera B.

BABYSITTER - Babysitterare qualcuno o qualcosa.

BACIAMANO - L'eterna discussione se le labbra debbano o meno sfiorare il dorso della mano altrui.

BADANTE - Le facili battute sul nonno che si eccita davanti alla rumena di turno.

BAGNASCIUGA - A Forte dei Marmi NON è terra di nessuno...

BELLO/BELLA - "Bella storia"." Adesso viene il bello", "bella gente".

BENE - Milano-bene, Torino-bene, Roma-bene, Napoli-bene... lo dice solo chi non ne fa parte.

BICOCCA - "E' troppo lontana dal centro".

BILANCIA - "Quelli della bilancia sono belli". "Sono ambigui". "Hanno il senso dell'equità".

BISEX - "I bisex non esistono".

BOTTO - Fare il botto. (far soldi)

BOUGANVILLE - "E' una pianta kitsch".

BUTTERATO. "Brad Pitt è figo ma è un po' butterato".

 
sabato, giugno 03, 2006
CONSIGLI A UN GIOVANE POVERO
Se vai a scuola in centro e sei povero (devi almeno cambiare due mezzi pubblici) incontri i Figli dei Ricchi. Non quelli dei ricconi famosi, che sono in Svizzera in scuole private dai nomi sconosciuti e mai citati dai giornali, ma i Figli dei Medio-Ricchi. Poi, che cosa ci sia di "medio" in una poltrona in un consiglio di amministrazione, cinquantadue appartamenti, quattro macchine, tre colf e un barcone a motore, non si sa.
Se la tua scuola è di destra, è molto difficile fare amicizia coi Figli dei Medio-Ricchi. Se è di sinistra, allora ti potrà capitare di frequentarli e di fare amicizia con qualcuno di loro, di solito con i più illuminati.
L'argomento più amato dai Figli dei Medio-Ricchi Illuminati è fare il verso ai Medio-Ricchi di Destra, o presunti tali. In queste situazioni, anche se sei povero, è molto più facile trovare argomenti in comune; l'unica differenza è che loro sbeffeggiano la nuova messimpiega della zia, il birignao della nonna e l'auto sportiva del cugino, mentre tu, se va bene, ti fermi al paginone gossip di Diva&Donna che compra tua sorella. Se ti va male, di Eva Tremila che compri tu.
Alle feste dei Figli dei Medio-Ricchi Illuminati, se sei povero (ma loro ti hanno comunque invitato), può capitarti di incontrare un Finto Figlio di Medio-Ricchi Illuminati. Non lo fa apposta, ma è identico a quelli veri. Forse li frequenta da tanto, o ha avuto una storia con una di loro, ma non è D.O.C.. Se il Finto scopre che sei povero, non ti rivolge più la parola, a meno che tu non sia bello come Brad Pitt o sexy come Angelina Jolie (ma in entrambi i casi, probabilmente, saresti a una festa in un loft di Tribeca e non in un sottotetto di via Cappuccio). Se invece non ti sgama, vuol dire che sei Finto anche tu. O che è così povero che non se ne accorge. Se non lo scopri neanche tu e la cosa va avanti, uno dei due rimane incinta e vi sposate, le rispettive madri vi odieranno.
Se sei povero e/o Finto Figlio di Medio-Ricchi Illuminati e capiti a una festa di Non-Illuminati (detti anche Ricchi di Destra), avrai una bella sorpresa: tutte le nefandezze che tu e i tuoi amichetti Illuminati dicevate di loro non corrispondono alla realtà. La realtà, infatti, è molto peggio. Non riuscirai a credere, per esempio, che ci sia gente che parla davvero così (come quelle imitazioni fatte alle feste dei Figli di Medio-Ricchi di sinistra, o presunti tali). Ti verrà però più facile raccontare aneddoti tratti da DiPiù. Le loro madri, infatti, lo comprano senza vergogna. Inoltre, in un contesto come questo, sarà più difficile nascondere la tua povertà e le relazioni saranno più schiette.
Con questo non si vuol dire che le feste di destra (o presunte tali) siano preferibili: l'unico vantaggio reale è che non rischierai di sposare una ragazza, o un ragazzo, senza conoscerne con largo anticipo la dichiarazione Irpef.

p.s.
Se all'ultima festa ci sei andato con un amico Figlio di Medio-Ricchi Illuminato, cerca di non fare lo stupito se lo vedrai interagire con tutti gli altri Figli di Medio-Ricchi di destra in amicizia e perfetta armonia. In realtà sta solo raccogliendo materiale per le prossime burle. Non è come loro, non è come loro, non è...


 
giovedì, giugno 01, 2006
DIZIONARIO DEI LUOGHI COMUNI - LETTERA "A"
Per una pulizia di tarda primavera.

Più di 150 anni fa Gustave Flaubert annotava una serie di luoghi comuni e di concetti chic-non-chic che ammorbavano le conversazioni nei salotti parigini. Bubblehouse presenterà da qui in avanti una nuova rubrica delle parole ed espressioni "bandite".

ABBRACCIO - o ABBRACCIONE. Nei commiati, scritti e orali: "un abbraccio", "un abbraccione".

ABISSO. Nelle comparazioni... c'è sempre.

ABITABILE. La cucina lo è sempre, negli annunci immobiliari, e ormai anche nel discorso diretto.

ABORTO. Lo sono i brutti (anche "aborto malriuscito").

ACCENTO. Quello toscano, chissà perchè, è per tutti il più bello.

ACCHITO. E' sempre il primo.

ACCIUGA. Termine di paragone per donne magre.

ACERBO. Un fisico, un corpo non ancora completamente sviluppato.

ACQUA. Sotto i ponti, ne passa troppa. Si naviga sempre in cattive acque. Le ragazze oneste sono sempre acqua e sapone (viso e manipulite). Ogni tanto le acque si rompono... e vanno calmate.

AFRICANO. Ha il ritmo nel sangue.

ALLUNGARE. Si allunga il sale, il piatto, la pentola, il pane... sempre a tavola.

ALTEZZA. Nessuno è mai all'altezza.

ALTERNATIVO. Qualsiasi look (anche molto costoso) che non sia in vendita da Bardelli.

AMBASCIATORE. Dev'essere per forza un nobile.

AMBRATA. Lo è spesso la pelle.

AMERICANI. Sono tutti ignoranti.

AMORE. Lo è l'abito nuovo, il figlio dell'amica, il cucciolo di bassotto. La tenda nuova.

ANCESTRALE. La fame di chi è a digiuno da molte ore.

ANATROCCOLO (brutto). Ogni top-model, da adolescente, lo è stata.

ANELLO (mancante, tra l'uomo e la scimmia). Di un giovane dai tratti un po' rozzi.

ANFITEATRO. Per indicare un teatro all'aperto.

ANGOLO. Dietro di lui, c'è sempre un luogo che non dista molto.

ANIMA. Risiede già negli embrioni.

ANIMALISTI. Ma io la mucca la mangio! Vorrei vedere se non usano mai scarpe di cuoio...

ANNO. Scolastico o solare?

ANSA. Arriva sempre. O la si lancia.

ANTA. I marcantoni, detti anche armadi a quattro ante.

ANTIPATICO. Dirlo di una cosa inanimata o di una situazione.

ANTROPOLOGIA. "Divertito a quella festa?", "Più che altro è stato un buon osservatorio antropologico"

APPAGATO. Il desiderio sessuale.

APOTEOSI. Lo è qualsiasi cosa piaccia.

ARGENTO. Averlo vivo addosso...

ARGINARE. Per limitare, contenere, in senso figurato.

ARISTOCRATICO. Per dire nobile.

ARLECCHINATA. Di abiti, o arredi, dai colori male accostati. Dispregiativo.

ARRICCHITO. Ha sempre cattivo gusto e una morale debole.

ATTIMINO. Forse adesso si può ricominciare a dirlo...

ATTRIBUTI. Sono sempre maschili o virili.

AUTISTICO. Chiunque abbia buona memoria.

AVANTI. Lo è chi segue la moda.

AZZURRO (principe). Uno che la scopi.

 
venerdì, maggio 19, 2006
AVVISO

nuove ed emozionanti immagini sono state aggiunte al photoblog di bubblehouse. Le trovate qui

 
mercoledì, maggio 17, 2006
METAPOST*

Oggi ho voglia di scrivere un bel post ma non so che cazzo scrivere. Non ho nemmeno voglia di rileggere e curare la forma - non che l'abbia mai fatto seriamente, finora. Lo voglio fare perchè mi sono annoiato di usare bubblehouse, ormai da un mese, solo per navigare nei blog altrui.

Ecco, ho già cancellato due frasi e fatto tre correzioni. Il computer impedisce l'autenticità e la spontaneità, nella scrittura. La memoria si cancella e il risultato è variabile infinite volte. Nello scrivere un post c'è sempre una vocina, come si chiama... un'auditel che ti consiglia cosa potrebbe essere interessante per l'ipotetico lettore, quello casuale, da attrarre con parole chiave (dette anche tags, ho scoperto solo da poco, pigro) o quello affezionato, che ormai è diventato, nella mia mente, come un vicino di casa indifferente o lunaticamente curioso, da attrarre con piccoli dettagli, brevi esercizi di stile (se è fortunato).

Oggi fingo di non dare ascolto al diavoletto auditel (o audipress o audinet) e scrivo e arrivo dove le dita vogliono. Farò una descrizione della mia giornata.

Sveglia ore 8:30, poi 8:40, poi 8:50. Sento subito che la pressione è bassa, fuori.
I gatti mi guardano avidi, ma fingo di ignorarli per darmi una sciacquata alla faccia e fare pipì.
I gatti mi seguono imploranti.
SO che devo scendere a comprare nuova sabbietta per la loro lettiera (si chiama proprio lettiera, non se ne sa niente) perchè il surrogato per criceti trovato domenica nell'unico supermercato aperto è inefficace.
Non ricordo se mi telefona mia madre, forse era ieri, per esprimere le sue sacrosante perplessità sul nuovo bilocale bohemien di mio fratello minore. Il pavimento reggerà?
Mentre apro la scatoletta di "pappa molle" per i felini, uno dei due capisce e si avvicina alla sua ciotola in silenziosa attesa, l'altro non capisce che il cibo prima e poi arriva e continua a piangere, come un infante. E ha quasi otto anni, dovrebbe arrivarci...
Apro tutte le finestre e vado in terrazzo a racogliere tre fragole mature. Le tagliuzzo, le metto in una ciotola che riempio di yoghurt bianco e di un cucchiaio di miele.
Questa è la mia prima colazione, che consumo controllando la posta elettronica e fumando la sigaretta della cagata.
Cago, mi faccio un bidet, mi lavo le mani e mi lavo i denti, passando il filo interdentale. Fa schifo, lo so, ma oggi non mento.
Mi vesto: mutande, jeans, camicia a righe, giacca di pelle e scarpe di cuoio senza calze. Pulisco la merdosa cassetta (lettiera?) dei gatti ed esco con la pattumiera e le bottiglie vuote della cena di due sere fa. Butto tutto negli appositi contenitori in cortile; la portinaia non c'è, c'è scritto che è sulle scale.
Vado dalla mia mitica panettiera, la più buona di Milano, per qualche acquisto: una piccola torta alle zucchine e una fetta di focaccia per stasera. Poi al supermercato per la sabbia e una spremuta d'arancia.
Risalgo a casa, già sudato (e sono solo le 10:00), mollo la spesa e mi levo la giacca. Prendo casco, borsa e occhiali ed esco.
Dalle 10:30 alle 13:00 vado a un paio di appuntamenti di lavoro insieme a un amico. Poi ci fermiamo in una pasticceria in centrissimo per un appuntamento con un'anziana giornalista di architettura mangiando insalata di polpo. Intanto compro il giornale, fumo una sigaretta, parlo al telefono con un saggio conoscente che vive a Roma e che mi legge al telefono il pezzo che mi doveva mandare da una settimana. Sempre al telefono facciamo i tagli, perché il testo è troppo lungo.
Passo da Feltrinelli in via Manzoni per comprare "Cindia" di rampini, non per me, e per cercare un libro sulle maschere della commedia dell'arte, che non hanno.
Recupero il motorino in Porta Romana, e sono già le 15:00, per recarmi nella redazione di un mensile nazionale dove rimango per consegnare e discutere due miei articoli con un caporedattore e per "cucinare", dal terminale di una grafica part-time, uno dei due.
Alle 18:30 me ne torno a casa. Passo una mezz'ora al computer per mandare alcune email e sintetizzare il comunicato stampa di un progetto a cui sto lavorando e finalmente vado in terrazzo a bagnare le piante fumando una sigaretta.  Nutro i gatti e mi faccio una doccia. Due telefonate e poi citofona S., a cui offro un veloce aperitivo in terrazzo (la torta salata e la focaccia, più una birra per me). Insieme, io in motorino, lui in bici, andiamo a teatro. Attendiamo a lungo fuori, perchè l'attore è in ritardo. Assistiamo al bel monologo di due ore piene (ma ne parlerò forse più avanti).
Alle 24:00 siamo fuori e dopo alcune chiacchiere con dei conoscenti fuori dal teatro ce ne andiamo a casa.
Faccio un paio di telefonate e mi apro una birra.
Ed eccomi qui.
Buonasera a tutti.


*che in milanese può suonare anche come "mett' a post'", metti a posto, mettiti a posto, tirati insieme.

 
mercoledì, aprile 26, 2006
"Ed è subito pera"
(quando in casa non c'è molto da mangiare e dal primo si passa subito alla frutta)

qualcuno mi spiega che cos'è il pensiero laterale? è un modo colto per definire tutte le forme di humour diverse dalla battutaccia da bar alla silvio berlusconi?

 
giovedì, aprile 06, 2006
IMMAGINI
Nuove meravigliose immagini sono state da poco aggiunte al photoblog bubblehouse. Le trovate qui

 
giovedì, marzo 09, 2006
SOLDI

"But there were different kind of rich, I eventually realized. There was normal rich, dignified rich, which you didn't talk about, and then there was extreme, comical, unsubtle rich - like having your dorm room professionally decorated, or riding a limousine into Boston to meet your mother - and that was permissible to discuss"
(Curtis Sittenfeld, Prep, Random House, 2006 New York)
Secondo questa arguta classificazione, dunque, come si potrebbe definire, oggi, un ricco come Lapo Elkann? Il tempo dei "dignified rich" è scaduto anche in Italia.

 
martedì, febbraio 14, 2006
PANICO AVIARIA

Se avete toccato qualche uccello morto, evitate di passare da queste parti...

 
giovedì, febbraio 09, 2006
FOTOBLOG
O photoblog. Finalmente Bubblehouse si decide a concedersi anche in altre forme ai suoi lettori: cliccate sul link in fondo a questa pagina, BUBBLEHOUSE FOTO e ne vedrete delle belle!

 
giovedì, dicembre 22, 2005
PROVINCIA

Ormai Milano è la provincia della provincia della provincia. Anche nello shopping. Due cose, cercavo due sole cose oggi, e ovviamente non c'erano. Non è che non le ho trovate perchè ho cercato male: non ci sono proprio, in tutta la città.
1) Il nuovo libro con tutte le copertine illustrate del New Yorker, con annesso cofanetto di 4 dvd con tutto l'archivio digitale; in vendita online a 70$. L'ho visto quasi un mese fa in vetrina a Parigi. Qui: da Hoepli non c'è (manco sapevano che esistesse); da Milano Libri non c'è; l'ultima speranza  era la libreria di Corso Como 10: manco l'ombra, e per di più la commessa (straniera, tipo brasiliana) non sapeva neanche cosa fosse The New Yorker, intesa come testata. E lavora nella libreria più stronza di Milano?! Bah...
2) Questa è un po' più frivola: il berretto da sci di Dior Homme bianco e nero coi disegnini dei fiocchi di neve... è per un regalo, non per me... comunque manco quello. Il commesso di via Montenapoleone sosteneva di ricordarne vagamente l'esistenza (collezione autunno inverno 2005-06, in vendita ORA), ma secondo me mentiva.

 
TIPS

Un piccolo spunto di intrattenimento. Ieri è cominciato l'inverno, da alcuni giorni il cielo è limpido: per chi di voi non ha casa ai piani alti, consiglio un interessante photoblog, "L'Orizzonte da Milano". Potrete collaborare, scoprendo e suggerendo nomi di montagne non ancora individuati dalla redazione: http://www.gusme.it/projects/

Un consiglio di forma. Non dite mai "Auguroni". Non sta bene. E' quasi peggio di "Tante belle cose".




 
lunedì, novembre 28, 2005

BOHEMIAN COTOLETTA

"In tutte le grandi e ricche città del mondo incivilito esiste una certa quantità d'individui d'ambo i sessi - v'è chi direbbe: una certa razza di gente fra i venti e i trentacinque anni non più, pieni d'ingegno quasi sempre; più avanzati del loro secolo, indipendenti come l'aquila delle Alpi; pronti al bene quanto al male; inquieti, travagliati, turbolenti - i quali - e per certe contraddizioni terribili fra la loro condizione e il loro stato, vale a dire fra ciò che hanno in testa, e ciò che hanno in tasca, e per una loro particolare maniera eccentrica e disordinata di vivere, e per ... mille e mille altre cause e mille altri affetti il cui studio formerà appunto lo scopo e la morale del mio romanzo - meritano di essere classificati in un nuova e particolare suddivisione della grande famiglia civile, come coloro che vi formano una casta sui generis distinta da tutte quante le altre.

Questa casta o classe - che sarà meglio detto - vero pandemonio del secolo -personificazione della storditaggine e della follia, serbatoio del disordine, dello spirito d'indipendenza e di opposizione agli ordini stabiliti, questa classe, ripeto, che a Milano ha più che altrove una ragione e una scusa di esistere, io, con una bella e pretta parola italiana, l'ho battezzata appunto: la Scapigliatura Milanese.

La Scapigliatura milanese è composta di individui di ogni ceto, di ogni condizione, di ogni grado possibile della scala sociale. Plebe, medio ceto e aristocrazia; foro, letteratura e commercio; celibato e matrimonio, ciascuno vi porta il suo tributo, ciascuno vi conta qualche membro d'ambo i sessi; ed essa li accoglie tutti in un amplesso amoroso, e li lega in una specie di mistica consorteria, forse per quella forza simpatica che nell'ordine dell'universo attrae fra di loro le sostanze consimili... Da un lato un profilo più italiano che Meneghino, pieno di brio, di speranza e di amore, e rappresenta il lato simpatico e forte di questa numerosa classe, inconscia delle proprie forze, anzi della propria esistenza, propagatrice delle brillanti utopie, focolare delle idee generose, anima di tutti gli elementi geniali, artistici e politici del proprio paese, che ogni causa o grande o folle fa balzar d'entusiasmo, che conosce della gioia la sfumatura arguta del sorriso, e lo scroscio franco e prolungato, ed ha le lagrime del fanciullo sul ciglio e le memorie feconde nel cuore.

Dall'altro invece un volto smunto, solcato, cadaverico, su cui stanno le impronte delle notti passate nello stravizio e nel giuoco, su cui si adombra il segreto del dolore infinito, e i sogni tentatori di una felicità inarrivabile e le lagrime di sangue, e le tremende sfiducie e la finale disperazione."

(C. Arrighi, 1858)


 
lunedì, novembre 21, 2005
MEGATRENDS-MEGAMISTAKES

Libri in inglese da leggere entro la fine del mese:
-Michael Cunningham, Specimen Days
-Chuck Palahniuk, Haunted
-David Leavitt, Martin Bauman

Film da vedere entro la fine del mese:
-Ogni Cosa E' Illuminata,
di Liev Schreiber
-Il Sole, di Aleksandr Sokurov
-Manderlay,
di Lars Von Trier

Mostre:
-Cracking Arts Group
al Palazzo delle Stelline
-Aleksandr Ponomarev, Traccia Settentrionale di Leonardo, alla Galleria Nina Lumer





 
martedì, novembre 08, 2005
SALAAM BERTOLUCCI

Con tempismo da Ferrovie dello Stato e capacità di "fare i collegamenti" al livello di tema in classe delle medie, i responsabili del palinsesto Mediaset hanno mandato in onda, la sera in cui la periferia di Parigi bruciava di più, il Fantastico Mondo di The Dreamers, pellicola che, rivista a distanza di due anni e sullo scenario di guerriglia urbana attuale, mi fa riflettere su alcune cose.
La prima (e la pensavo di già) è che è troppo facile fare il figo se vivi a Parigi, usi una mobilette, indossi un loden verde un po' smangiato dalle tarme, hai tra i 20 e i 30 anni. Indipendentemente dall'anno in corso: look e forma mentis sono congelati e fermi agli anni '60-'70. Questo mi rincuora molto, a dire il vero, mi consola: se riesci ad esser cool (ovviamente con altri stratagemmi) in un postaccio come Milano, allora forse lo sei veramente, e avrai successo in qualunque città del mondo. L'illusione ottica, quasi da incantatore di serpenti, che Parigi esercita su molti stranieri, non ha risparmiato neppure un regista ultrasessantenne come Bernardo Bertolucci: vittima e untore dei più subdoli luoghi comuni sul libertinaggio e sulla storia recente della città dei lumi, ha mercificato una Situazione di per sè innocua, pur carica di significati profondi, e l'ha resa commestibile e comprensibile come un monogramma Louis Vuitton dandola in pasto alla marmaglia. Tant'è che anche un simbolo degli anni Ottanta come Giorgio Armani, uno che della Francia forse conosceva (a ragione) solo Il Tempo delle Mele, ha ingaggiato il cast sessantottino al completo per la campagna 2004 di Emporio (e questo la dice lunga sulla "purezza" dell'operazione cinematografica).
La seconda è una domanda: verrà mai il giorno in cui un regista nordafricano trasformerà in opera d'arte ("Parigi brucia", "Spartacus à Saint-Denis"...) il momento storico che i rivoluzionari di Francia stanno vivendo oggi? Magari romanzando un po', come ha fatto il buon Bernardo, il rapporto tra un fratello e una sorella "beur", figli di algerini, che incontrano per strada una pulzella di Dubai (che era lì per lo shopping) e la iniziano alle sane usanze del burka... Forse, per fortuna, questo non accadrà mai, e la protesta dei "nuovi Ciompi", come li ha chiamati Le Goff, rimarrà pura e incontaminata nella sua verità: un grido di disperazione e di disillusione.

 
lunedì, novembre 07, 2005
PREMONIZIONI

"Di tutti i beatnik del mondo, quelli che mi fanno più tenerezza sono quelli italiani, perchè protestano contro qualcosa che, nella migliore delle ipotesi, riusciranno a vedere soltanto i loro figli"
(Allen Ginsberg)

Beatnik=Beat+Sputnik. Suggerisce che i "beat" siano "in orbita", cioè un po' alienati, e "filo-comunisti" proprio come la navicella spaziale sovietica.

 
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